Davide Controni nasce a Roma il 28 novembre 1985. Trascorre parte dell’infanzia a Mosca fino al
1991, anno in cui la famiglia rientra in Italia. Fin da giovane manifesta un forte interesse per l’arte e
per l’immaginazione visiva, che lo conduce verso una formazione accademica nelle arti visive.
Durante gli anni di studio sviluppa una particolare attenzione per il teatro, destinata a segnare
profondamente la sua sensibilità creativa. Dalle atmosfere del musical ai grandi temi epici, il
linguaggio della scena alimenta la sua visione dell’immagine.
Dopo una temporanea pausa dalla pittura si dedica alla scenografia per il cinema e il teatro,
collaborando con Abel Ferrara, Luigi Marchione, Attilio Fontana, Willem Defoe ed Ethan
Hawke. Queste esperienze consolidano il dialogo tra arti visive e arti performative, elemento
costante della sua ricerca.
Oggi lavora nel suo studio al Pastificio Cerere di Roma, nel quartiere San Lorenzo, dove sviluppa
una ricerca che intreccia memoria, mito e contemporaneità.
Dal 2010 la sua ricerca si concentra sul corpo femminile come luogo di tensione tra sacro ed
erotico, vulnerabilità e potenza. La figura della donna diventa spazio di memoria, ferita e
trasformazione, in cui desiderio, dolore e spiritualità si confrontano continuamente.
Elemento centrale del suo immaginario è il mare, inteso sia come paesaggio reale sia come
metafora dell’interiorità. Le sirene, protagoniste ricorrenti dei suoi lavori, abitano questo spazio
simbolico come figure sospese tra attrazione e inquietudine, fragilità e forza. Attraverso di esse
l’artista esplora il lato nascosto dell’essere umano e la possibilità di una verità che nasce dal
confronto con l’abisso.
Nei suoi dipinti il corpo non è un oggetto da contemplare, ma una soglia da attraversare; la pittura
diventa così uno spazio di ascolto dell’interiorità, delle sue ferite e delle sue zone più fragili. La sua
ricerca si configura come un’indagine poetica sull’essere umano, in cui mito, memoria personale e
immaginario contemporaneo convergono in una pittura capace di mettere in scena la complessità
del desiderio, della ferita e della trasformazione.Dove
Dove
PASTIFICO CERERE – Via degli Ausoni 7 – Roma
