Marcello Cinque, 1968 Ottaviano (Napoli). Nel 1993 conclude gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, attualmente è docente di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Trasformazioni dei luoghi nel tempo sono elementi di indagine della sua ricerca, cerca nuove proporzioni per comporre nuovi equilibri. Un concetto che elabora strati di luoghi e di tempo che mutano nello spazio, utilizza la pittura ad olio per fondere i confini delle forme.
Il colore gioca un ruolo fondamentale nei suoi lavori. Il verde rappresenta la linfa vitale: è l’essenza, l’origine, la natura viscerale del pensiero. È un punto di partenza organico. L’iridescenza del bianco rappresenta una somma luminosa. Non è un’assenza, ma agisce piuttosto come un filtro che purifica e distorce. Espone alla Gallery at Atlantic Wharf di Boston, MA, USA; Fondazione Plart, Napoli; Galleria Pièce Unique di Parigi; Natura e Arte in Certosa: Ortus Artis e Fresco Bosco, a cura di Achille Bonito Oliva, Certosa di Padula, Salerno; Sistema Binario a cura di Adriana Rispoli e Eugenio Viola, Metropolitana di Napoli; Galleria Paola Verrengia, Salerno; ARIA, Fondazione Ermanno Casoli, Serra San Quirico, Ancona; Napoli Presente, a cura di Loran Hegyi, Museo PAN, Napoli; XIV Quadriennale di Roma; Thing 1 Thing, collective Quartapittura (curated by ESC) Galleria Lia Rumma, Napoli; Nel 1999 vince il Concorso Internazionale per un’opera pubblica per il Bicentenario della Repubblica Napoletana, a Gennaro Serra di Cassano, selezione di Gillo Dorfles, Piazza Cassano, Portici (Napoli).
Dove
OMBRELLONI – Via dei Lucani 18 – Roma
