“Cerco un’altra forma di bellezza, quella non manifesta”.
Così Myriam Bottazzi, artista del gioiello, la sua ricerca estetica è un viaggio oltre l’apparenza, verso l’essenza. Milanese di nascita, ha scelto Roma per aprire il suo atelier, rifugio della sperimentazione. Qui, plasma gioielli esposti anche al MAD di New York. Opere che non adornano, ma interrogano. Ogni pezzo nasce da un incontro tra materiali eterogenei, argento, bronzo, pietre dure, tessuti, filati e tecniche ibride, che sfidano le convenzioni orafe. La natura è la sua musa, non quella idealizzata ma quella reale, ferita, mutante. Da essa trae forme organiche, irregolari. Oggetti che respirano, che raccontano, che chiedono di essere sentiti, non solo visti. Myriam celebra l’errore, la crepa, l’asimmetria, perché è lì che si nasconde la sua arte. Progetta e produce dal 1987 gioielli e ornamenti per il corpo. Negli anni ’90 ha collaborato con alcune maison di moda quali Valentino, Maurizio Galante, Les Copains, Martine Sitbon ed altre.
Ha partecipato nel corso degli ultimi anni a personali, collettive, fiere e selezioni internazionali: ADI design Festival di Spoleto, Artisanal Intelligence Roma, Artistar Jewels Milano, Mad Museum New York, Joya Barcellona, Homo Faber, Roma Jewelry Week. Ha esposto a Vitraria Gallery A/dornament , Creativity Oggetti Torino, Galleria Rossini Milano, Eleni Marnieri Atene, Incinque Open Art Monti Roma. Dal 2013 ha lo studio “Atelier Aspecifico” nello storico Pastificio Cerere, cuore pulsante dell’arte contemporanea romana.
Dove
PASTIFICIO CERERE – Via degli Ausoni 7 – Roma
